Nuove minacce di morte contro il Sinaltrainal

A BUCARAMANGA I PARAMILITARI CHIAMATI LE AQUILE NERE MINACCIANO DI MORTE I DIRIGENTI SINDACALI E SOCIALI

Il 22 Aprile 2008, di pomeriggio, al terzo piano della sede della Centrale Unitaria dei Lavoratori CUT di Bucaramanga, Sottodirezione di Santander, è stata trovata una busta contenente la seguente minaccia di morte:

"I fronti delle Aquile Nere che controllano l'area metropolitana di Bucaramanga e dei municipi vicini dichiarano che i guerriglieri delle FARC e dell'ELN mascherati da sindacati della CUT e da ONG terroriste che vanno contro il TLC e le politiche del nostro presidente Álvaro Uribe Velez saranno uccisi se continuano con questa politica, non vogliamo marce che piangono i morti, né proteste per il 1 maggio, non vogliamo vederli nelle nostre regioni, le politiche del nostro presidente si realizzeranno anche se scorrerà sangue, è già pronto un distaccamento di uomini che eseguiranno i nostri ordini e faranno pulizia di tutti voi servi della guerriglia sono stati dichiarati obiettivo militare: Davis Florez, Javier Correa, Alfredo Valdivieso, Juan Jaimes, Rafael Ovalle, Martha Diaz, Miguel Conde, Mauricio Martinez, Norma, Alias Il Profe, José Bautista (detto Churco), Carolina Biondo, Maria Cardona, Nicanor Arciniegas, Pablo Vargas, Gabriel Príncipe, Fernando Porras, Teresa Baez……. NUOVA GENERAZIONE AQUILE NERE DI SANTANDER18 Aprile 2008."

In questo elenco appare il nome del Presidente del SINALTRAINAL, Javier Correa, lavoratore della Coca Cola, crediamo che questa minaccia sia la continuazione delle precedenti che abbiamo ricevuto ed arriva nel preciso momento in cui è stato sequestrato, torturato ed assassinato nel Municipio di Sabanalarga, verso Cascajal, nel Dipartimento dell'Atlantico, il dirigente sindacale del SINDESENA, il compagno JESÚS HEBERTO CABALLERO ARIZA. Ugualmente nei giorni precedenti nel muncipio di Girón, a pochi chilometri da Bucaramanga, apparentemente sono stati lasciati da sconosciuti alcuni scritti incollati alle porte delle case con minacce dirette contro vari dirigenti sindacali, sociali e difensori dei diritti umani di Santander. Ai fatti citati si aggiunge che un individuo apparentemente sconosciuto ha fatto sapere ad affiliati della CUT Nazionale dell'esistenza di un piano per ricominciare con l'uccisione massiccia di dirigenti sindacali in Colombia.

Sono già 22 i sindacalisti assassinati nel corrente anno 2008 ed il governo di Álvaro Uribe Vélez continua a dire alla comunità internazionale che in Colombia non c'è una politica antisindacale ed utilizza tutti i mezzi in suo potere per far sparire questa percezione, poiché il suo interesse è centrato nel far approvare il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti e, per questo, ora sta portando avanti la sua strategia diplomatica per sviare il vergognoso scandalo dei legami dei congressisti e dei rappresentanti delle istituzioni dello Stato con la parapolitica.

Esigiamo un indagine per questi fatti, che si puniscano i responsabili materiali ed intellettuali, si garantisca la vita e l'integrità fisica dei sindacalisti, dei lavoratori e delle loro famiglie ed il pieno rispetto del diritto di associazione e libertà sindacale. Per una vera democrazia Alvaro Uribe Vélez, Presidente della Colombia, deve dimettersi e tutti coloro che sono connessi a criminali, terroristi, paramilitari narcotrafficanti, che tanto danno ha fatto al paese.

Distintamente, Luis Javier Correa Suarez Presidente